Emergenza coronavirus

Dall’inizio dell’emergenza Coronavius abbiamo adottato misure per tutelare la salute delle nostre persone. Stiamo operando su molti fronti a sostegno dei nostri clienti nei settori chiave delle infrastrutture di comunicazione e della Sanità. Siamo al fianco delle imprese pubbliche e private per aiutare a dotarsi di sistemi di smart working

Il 95% dei nostri circa 1000 dipendenti in Italia è in smart working: sono 950 persone sulle tre sedi (Milano, Roma Palermo). Il restante 5% è impiegato in attività in esterno e presso le sedi dei nostri clienti, in quanto la nostra attività è funzionale ad assicurare la continuità delle filiere dei settori dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali quali sanità, telecomunicazioni e media.Tutto il personale delle nostre sedi in Europa è in smart working da alcune settimane (oltre 230 persone complessive tra Spagna, Francia, Germania e Polonia).

In America Latina, dove l’emergenza è arrivata più recentemente, tutto il personale opera oggi in smart working (circa 230 persone tra Brasile, Colombia, Argentina, Perù, Equador e Cile).

 

Nell’ambito sanitario abbiamo attivamente lavorato fin dai primi giorni per i grandi gruppi ospedalieri milanesi per predisporre le infrastrutture di rete, i servizi di comunicazione e gli aspetti di sicurezza nei reparti di terapia intensiva che vengono approntati per poter ospitare i malati. Siamo anche nel team di aziende che lavora alla realizzazione del nuovo ospedale realizzato presso la Fiera Milano.

Sotto il profilo delle applicazioni di telemedicina e telemonitoraggio che utilizzano l’IoT, stiamo collaborando con strutture ospedaliere svizzere che hanno avviato progetti pilota di monitoraggio dei pazienti Covid-19 deospedalizzati. Infatti, attraverso il monitoraggio a distanza, i pazienti possono essere seguiti dalle equipe che li hanno in cura.

Gli operatori di telecomunicazioni in molti dei paesi in cui operiamo (Italia, Francia, Spagna, Germania, Brasile) stanno richiedendo il nostro supporto per potenziare la capacità delle loro infrastrutture e garantirne la continuità e la tenuta. Le reti, messe particolarmente sotto pressione da smart working, e-learning e dall’impennata dello streaming video, sono le grandi protagoniste di questa emergenza.

In Italia, anche se il traffico è cresciuto, le reti stanno tenendo perché sono state adeguatamente riconfigurate e noi, nel ruolo di fornitori di tecnologie di networking, abbiamo modo di verificarne la tenuta molto da vicino. Per saperne di più su composizione e volume del traffico, sulle applicazioni più utilizzate, sul ruolo chiave delle reti leggi l’intervista al nostro AD Stefano Pileri.

In Italia dall’inizio dell’emergenza abbiamo attivato oltre 8400 utenze di Cisco Webex, (la soluzione di smart working per gestire videoconferenze, sharing di documenti, conferencing e collaboration in cloud) presente sul portale di Solidarietà Digitale. Questo  numero altissimo di attivazioni in pochi giorni implica anche un grande effort da parte dei nostri tecnici. Le utenze attivate appartengono a grandi e medie aziende, scuole e PA. In particolare in questo ambito abbiamo attivato licenze per molti comuni e città del Sud.

Sempre a supporto dello smart working, stiamo lavorando per assicurare alle imprese che adottano le soluzioni di lavoro a distanza un accesso sicuro da remoto alle reti e applicazioni aziendali per tutto il loro personale e stiamo fornendo anche servizi di ingegneria per le tematiche sul fronte security.

In questi giorni, l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus ha portato all’attenzione il tema dello smart working e dato l’opportunità a molte imprese, anche più piccole, di usare questa modalità di lavoro agile e di capirne i vantaggi, gli impatti, le potenzialità.

La nostra scelta di adottare lo smart working risale al 2016, con l’avvio della prima sperimentazione. Sino a prima dell’emergenza, le persone abitualmente in smart working erano 400, circa il 40% degli addetti totali in Italia, equamente distribuiti tra uomini e donne rispetto alla proporzione complessiva.

Nel 2019 il CO2 risparmiato medio giornaliero pro capite è di 11, 8 Kg. Sull’intero 2019, i chilometri non percorsi grazie allo smart working sono stati oltre 890.000, corrispondenti a un minore impatto ambientale di circa 189 tonnellate di CO2. Leggi tutti i dati qui.

Se vuoi saperne di più su come Italtel aiuta le aziende che vogliono implementare lo smart working, leggi L’ingrediente chiave per lo smart working

“Innova per l’Italia”: Italtel propone la sua soluzione di telemedicina

Italtel ha risposto alla call del Governo “Innova per l’Italia” con la proposta di una soluzione di telemedicina pensata per il monitoraggio di persone sottoposte a presidi sanitari, deospedalizzate o che vengono curate presso le loro abitazioni.

Nell’ambito dell’IoT Italtel offre un verticale che consente di raccogliere i dati dai sensori di misura dei parametri vitali e di abilitare la comunicazione ad alta definizione tra medico e paziente.

La proposta consente la continuità assistenziale dell’ospedale o del presidio medico con il territorio attraverso la trasmissione dei parametri clinici verso gli operatori sanitari che gestiscono il piano di assistenza individuale. Permette il teleconsulto e il telemonitoraggio per il singolo paziente o per l’intero nucleo familiare garantendo la privacy e la sicurezza dei dati personali.

E’ costituita da una app caricabile su tablet con sistema operativo Android che attraverso sensori connessi rileva i parametri vitali della persona e li invia al personale sanitario o al medico di base. I sensori misurano battito cardiaco, ossigenazione del sangue, temperatura, pressione, ECG, spirometria. Il medico, in base ai parametri ricevuti può contattare il paziente in video chiamata ed effettuare un consulto online. Il paziente può visualizzare la terapia inviata dal medico, lo storico delle misurazioni, ricevere un promemoria per l’assunzione di un farmaco e può in ogni momento mettersi in contatto con il personale medico in chat o in videoconferenza.

L’app utilizza tecnologia WebRTC (Real Time Communication) e IoT. La soluzione è già stata testata in campo in Italia dall’Ospedale S. Martino di Genova, in Sudafrica dall’Ospedale Mamelodi di Pretoria con collegamento verso tre cliniche remote connesse ed in Svizzera da una grande struttura sanitaria d’avanguardia con sede a Lugano.

Italtel sta anche collaborando con diversi operatori di telecomunicazioni che in queste ore stanno lavorando per rispondere a “Innova per l’Italia”. Tra le componenti di base di tali proposte c’è anche la componente Italtel legata alla telemedicina e al monitoraggio dei parametri vitali.

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