FOCUS
NIS2: cosa devono fare le aziende da aprile 2026
Come trasformare gli obblighi di compliance in un vantaggio competitivo attraverso gestione del rischio, governance e resilienza cyber
Ad aprile 2026 la Direttiva NIS2 entra in una fase operativa decisiva. Dopo una prima fase di inquadramento normativo, per le imprese italiane – in particolare per i soggetti essenziali e importanti – è il momento di passare all’azione concreta. Non si tratta più solo di comprendere la normativa, ma di implementare misure efficaci per gestire il rischio cyber, garantire la continuità operativa e rispettare nuovi standard di sicurezza.
Il contesto non lascia spazio a rinvii. Gli attacchi informatici continuano a crescere sia in volume che in sofisticazione. A fronte di investimenti sempre più rilevanti in cybersecurity, molte organizzazioni faticano ancora a ottenere una reale riduzione del rischio. Il punto critico è la definizione delle priorità.
Dalla percezione del rischio alla misurazione oggettiva
Una delle principali sfide per le aziende è superare una gestione del rischio basata su percezioni e adottare un approccio strutturato e misurabile. Domande come “quanto siamo esposti?”, “quali vulnerabilità sono davvero critiche?” o “dove investire per primi?” devono trovare risposte oggettive.
In questo scenario, la NIS2 rappresenta un’opportunità per introdurre un modello di gestione del rischio più maturo, basato su:
- valutazione strutturata dell’esposizione e della superficie di attacco
- prioritizzazione degli interventi in base a impatto e urgenza
- rappresentazione chiara del rischio anche a livello direzionale
- allineamento con framework internazionali come ISO 27001 e NIST
Questo cambio di paradigma consente alle imprese non solo di essere conformi, ma di prendere decisioni più efficaci e sostenibili nel tempo.
Gli obblighi concreti della NIS2
Con l’avvio della fase operativa, le aziende devono affrontare una serie di adempimenti stringenti che impattano direttamente su processi, organizzazione e governance.
Tra i principali:
- Incident reporting: obbligo di segnalazione entro 24 ore al CSIRT (entrato in vigore a Gennaio 2026)
- Gestione del rischio cyber: adozione di misure tecniche e organizzative adeguate
- Sicurezza della supply chain: controllo e monitoraggio dei fornitori rilevanti (come da Determinazione 127437/2026, ci sarà l’obbligo di segnalazione sul portale ACN)
- Responsabilità del management: coinvolgimento diretto del top management
- Formazione e consapevolezza: sviluppo di competenze diffuse in azienda
A questi si aggiunge un sistema sanzionatorio significativo, che rende ancora più urgente un approccio strutturato e tempestivo.
Le priorità da aprile 2026
Per affrontare questa fase senza rischi, le aziende devono concentrarsi su alcune azioni chiave:
- Avviare un assessment completo (se non già iniziato o concluso). Analizzare infrastrutture IT e OT, processi e supply chain per identificare vulnerabilità e gap rispetto ai requisiti normativi.
- Costruire una roadmap di adeguamento. Tradurre i risultati dell’assessment in un piano di intervento prioritizzato, con obiettivi chiari e misurabili.
- Integrare governance, processi e tecnologia. La compliance non può essere gestita a silos: serve un modello integrato che coinvolga tutta l’organizzazione.
Dalla compliance alla resilienza: il ruolo di Italtel
Affrontare la NIS2 come un semplice adempimento normativo è un errore strategico. Le aziende più evolute stanno già trasformando questo obbligo in un’opportunità per rafforzare la propria resilienza e il proprio posizionamento competitivo.
Italtel supporta le organizzazioni in questo percorso con un approccio strutturato e orientato al valore. Dalla fase di assessment iniziale alla definizione della roadmap, fino all’implementazione di soluzioni tecnologiche e modelli di governance, accompagniamo le imprese in ogni passo.
Attraverso metodologie consolidate e piattaforme di Governance, Risk & Compliance, aiutiamo a:
- ottenere una visione chiara e misurabile del rischio cyber
- definire priorità di intervento basate su dati oggettivi (salvaguardando gli investimenti già effettuati)
- integrare sicurezza, compliance e continuità operativa
- rendere il rischio comprensibile e gestibile anche a livello executive
Un percorso continuo, non un punto di arrivo
La NIS2 non rappresenta un traguardo, ma l’inizio di un percorso continuo di miglioramento. In un contesto in cui le minacce evolvono rapidamente, la capacità di adattarsi e reagire diventa un elemento distintivo.
Le aziende che sapranno adottare un approccio proattivo, strutturato e integrato non solo saranno conformi, ma saranno anche più solide, resilienti e competitive.
Il momento di agire è adesso.

