INTERVIEW
23.07.2026
Governare l’innovazione senza perdere il controllo
Oggi le organizzazioni devono bilanciare innovazione e controllo, affrontando temi come sovranità digitale, cloud, ecosistemi aperti e intelligenza artificiale. Ne abbiamo parlato con Giulio Gaetani, Head of Global Software Hub di Italtel, per analizzare le principali sfide dei clienti, il valore delle competenze interne e l’importanza di approcci aperti e sostenibili per abilitare l’evoluzione tecnologica nel tempo.
Giulio, oggi molte organizzazioni devono gestire contemporaneamente esigenze di modernizzazione, controllo dei dati, automazione e introduzione dell’intelligenza artificiale. Quali sono le principali sfide con le quali si misurano i nostri clienti e quale ruolo gioca la scelta dei partner tecnologici?
Quello che osserviamo è che le aziende stanno affrontando una fase di forte accelerazione tecnologica. Da un lato vogliono innovare, dall’altro hanno l’esigenza di mantenere controllo sui propri dati, sui processi e sulle piattaforme che supportano il business.
La sfida non è semplicemente adottare nuove tecnologie, ma farlo in modo sostenibile e governabile nel tempo. È qui che diventa fondamentale il ruolo dei partner tecnologici: servono competenze, visione e soprattutto ecosistemi aperti che permettano ai clienti di evitare situazioni di lock-in e di mantenere la libertà di evolvere le proprie scelte.
In Italtel abbiamo una posizione privilegiata perché operiamo sia nel mondo enterprise e della Pubblica Amministrazione sia nel settore delle telecomunicazioni. Questo ci consente di accompagnare i clienti nella convergenza tra infrastrutture di rete, cloud e applicazioni, aiutandoli a costruire piattaforme più flessibili e resilienti.
Uno degli aspetti chiave è il valore delle nostre competenze e la capacità di sviluppare soluzioni proprietarie. In che modo questo rappresenta un vantaggio per i clienti?
Quando parliamo di sovranità digitale spesso si pensa soltanto alla localizzazione dei dati o dell’infrastruttura. In realtà dovremmo guardare al tema da una prospettiva più ampia, che tenga conto della capacità di governare l’evoluzione delle soluzioni nel tempo e di costruire una reale autonomia strategica.
Per noi questo significa investire nelle competenze e nello sviluppo software interno. Avere team che progettano, sviluppano e mantengono le piattaforme ci permette di essere più veloci nel rispondere alle esigenze dei clienti e di garantire continuità tecnologica.
Significa anche poter costruire soluzioni su tecnologie aperte, preservando il controllo del know-how e riducendo la dipendenza da scelte esterne che possono cambiare nel tempo.
Questo approccio è particolarmente importante oggi, perché l’intelligenza artificiale e l’automazione stanno entrando nei processi operativi delle aziende. Per sfruttarne davvero il potenziale servono competenze che consentano di integrare queste tecnologie in modo efficace, sicuro e coerente con gli obiettivi di business.
Come si inseriscono in questo percorso i temi dell’automazione e delle autonomous network e quale ruolo gioca l’intelligenza artificiale evoluta, in particolare l’Agentic AI?
L’automazione è un passaggio chiave per governare infrastrutture sempre più complesse. Abbiamo già realizzato diversi progetti di network automation con service provider e clienti enterprise, con benefici concreti in termini di efficienza, qualità del servizio e standardizzazione dei processi.
Oggi stiamo evolvendo verso modelli di Agentic AI, in cui non parliamo più solo di sistemi che analizzano eventi, ma di agenti capaci di operare in contesti specifici e supportare attivamente i processi decisionali, interagendo con strumenti e dati.
La naturale evoluzione sono le autonomous networks: ambienti in cui l’AI monitora continuamente le reti, identifica anomalie e non si limita a segnalarle, ma interviene direttamente attivando azioni correttive.
Questo consente di passare da una gestione reattiva a una sempre più autonoma e predittiva, mantenendo però un elemento fondamentale: il pieno controllo su dati, algoritmi e processi, all’interno di piattaforme aperte e governabili nel tempo.

