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02.07.2026

Quantum-safe: come proteggere la rete senza rifarla

La soluzione Q-Secure di Italtel, powered by Quantum Bridge Technologies, abilita la sicurezza post-quantistica nelle infrastrutture digitali

Proteggere le reti dall’era post-quantistica senza riprogettarle da zero: questa può essere considerata una delle sfide della cybersecurity in questo momento.

Mentre il quantum computing si avvicina e cresce l’attenzione verso la resilienza delle infrastrutture digitali, imprese e organizzazioni sono chiamate a ripensare il modo in cui garantiscono la sicurezza di dati e comunicazioni nel lungo periodo.

In questo contesto, la sfida consiste nell’adottare tecnologie crittografiche avanzate senza dover riprogettare da zero le reti esistenti.

La buona notizia è che prepararsi al futuro non significa necessariamente rivoluzionare il presente. È da questa convinzione che nasce l’approccio di Italtel e Quantum Bridge Technologies: rendere la quantum safety integrabile, scalabile e sostenibile, valorizzando gli investimenti infrastrutturali già esistenti.

Quantum safety: perché la sicurezza post-quantistica entra nelle strategie delle imprese

Il quantum computing promette di rivoluzionare l’elaborazione dei dati, ma introduce anche un cambiamento profondo nel paradigma della sicurezza, che si trova ad affrontare una duplice criticità: la prima riguarda la compromissione degli algoritmi crittografici oggi considerati quantum-safe, la seconda la loro incertezza evolutiva nel tempo (obsolescenza crittografica).

Le organizzazioni devono inoltre affrontare tre sfide principali:

  • proteggere dati che devono rimanere sicuri nel tempo
  • evitare il lock-in su singoli schemi crittografici
  • gestire la transizione verso standard ancora in evoluzione

Nell’era quantum nasce di conseguenza il concetto di quantum safety, ovvero la capacità di garantire la sicurezza delle comunicazioni, anche nell’era dei computer quantistici, attraverso architetture adattive e crypto-agili.

Dati finanziari, proprietà intellettuale e informazioni sensibili in generale, infrastrutture critiche, traffico industriale, comunicazioni strategiche devono rimanere protetti per anni, se non per decenni.

Il rischio è che dati cifrati oggi possano essere intercettati e conservati per essere decifrati in futuro, grazie alle capacità di calcolo offerte dal quantum computing. Per questo motivo, aziende, operatori infrastrutturali e organizzazioni pubbliche stanno iniziando a valutare tecnologie quantum-safe già oggi.

C’è un punto d’attenzione: molte soluzioni post-quantistiche richiedono infrastrutture dedicate, hardware specialistico e reti ottiche proprietarie, oltre a interventi importanti sulla rete esistente, con impatti rilevanti in termini di costi, complessità e tempi di implementazione.

In questo scenario si inserisce la collaborazione tra Italtel e Quantum Bridge Technologies (QBT), che propone un approccio innovativo alla sicurezza post-quantistica.

La proposta Italtel–QBT: quantum safety accessibile e scalabile, senza riprogettare la rete

Q-Secure è la soluzione di Italtel per la quantum safety, sviluppata con la collaborazione di QBT, che affronta questa sfida con un approccio pragmatico e innovativo: introdurre la quantum safety nelle infrastrutture esistenti, senza interventi invasivi sulla rete.

La soluzione Q-Secure di Italtel abilita l’introduzione della sicurezza post-quantistica in modo graduale, compatibile con le reti esistenti e progettato per evolvere nel tempo senza dover ricostruire completamente la rete. Questo riduce complessità, costi e impatti operativi.

Alla base di Q-Secure c’è un modello software-defined e crypto-agile che consente di combinare – se, dove e quando necessario – più tecnologie crittografiche e paradigmi di sicurezza, in modo personalizzabile:

  • PQC (Post-Quantum Cryptography) basata su standard NIST, cioè crittografia basata sulla robustezza degli algoritmi matematici selezionati dal NIST
  • DSKE (Distributed Symmetric Key Establishment), cioè sicurezza della distribuzione resiliente delle chiavi
  • QKD (Quantum Key Distribution) basata sui principi della fisica quantistica, che necessita di infrastrutture dedicate

Tutto questo progettabile in architetture ibride e configurabili sulla base dei requisiti del cliente

Il vantaggio è importante: con Q-Secure, la sicurezza post-quantistica può essere introdotta fin da subito e in modo graduale, su switch, firewall e ambienti già presenti nelle architetture enterprise, garantendo al contempo la sua evoluzione futura.

I valori distintivi di Q-Secure

Il primo elemento chiave di Q-Secure è la crypto-agility, ovvero la capacità di adattare nel tempo i meccanismi crittografici senza dover riprogettare le applicazioni o le infrastrutture.

Questo consente alle organizzazioni di:

  • adottare oggi la sicurezza post-quantum
  • evolvere domani verso nuovi standard senza discontinuità
  • integrare tecnologie diverse (PQC, DSKE, QKD) in modo coerente

In questo senso, la sicurezza non è più un progetto “una tantum”, ma un processo evolutivo continuo.

Il secondo elemento chiave di Q-Secure è la riduzione del rischio sistemico cyber e la protezione end-to-end, sempre più rilevanti al crescere della digitalizzazione delle imprese e conseguentemente all’ampliarsi della potenziale superficie di attacco.

Infatti, le infrastrutture digitali moderne sono caratterizzate da:

  • forte interconnessione tra cloud e on-premise
  • diffusione di API e comunicazioni machine-to-machine
  • automazione e crescente ruolo dell’intelligenza artificiale
  • concentrazione di servizi critici in pochi punti di fiducia

In questo scenario, in cui il rischio cyber è sistemico, Q-Secure interviene su tre dimensioni fondamentali:

  1. Protezione delle comunicazioni – riduce il rischio di intercettazione e compromissione dei flussi dati grazie alla sicurezza delle chiavi e dei canali crittografici
  2. Distribuzione della fiducia – riduce la dipendenza da singoli punti critici di trust, attraverso architetture distribuite aumentando la resilienza complessiva
  3. Continuità evolutiva – riduce il rischio di obsolescenza crittografica mediante la possibilità di aggiornare algoritmi e modelli di sicurezza nel tempo.

Più che sostituire le reti, Italtel affronta la sfida di garantirne la sicurezza, renderle al contempo capaci di evolvere, a costi sostenibili; e la quantum safety, in questa prospettiva, non è un punto di arrivo, ma un percorso continuo di resilienza digitale.

Vuoi approfondire il tema della quantum safety nelle reti di telecomunicazione e nelle infrastrutture digitali?

Scopri come stanno evolvendo gli approcci alla sicurezza post-quantistica e quali sono le sfide che attendono operatori e imprese nel nostro approfondimento dedicato: Verso reti quantum-safe: la nuova frontiera della sicurezza nelle telecomunicazioni

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